Fabio Garbo
Ero un politico innamorato della policy, ma deluso dalla politics. Tornerò a fare il politico, certamente tornerò!
Thursday, March 08, 2012
Monday, November 07, 2011
Rien à attendre du G20 !
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Ci sarà mai da aspettarsi qualcosa di buono dal G20?
Secondo molte organizzazioni internazionali non è
possibile, perché il G20, secondo loro, non è un tavolo che possiede gli
strumenti necessari per risolvere le situazioni di crisi.
Mentre i capi di stato del G20 si incontrano a Cannes,
altre organizzazioni di sono incontrate a Nizza per ascoltare la voce dei
contadini e per difendere la sovranità alimentare.
Queste organizzazioni contadine denunciano le false
soluzioni e le misure deboli introdotte dal G20 per sradicare la fame e la
malnutrizione.
Per garantire la sicurezza alimentare, l’agricoltore
deve avere accesso ad acqua, ai semi e alla terra.
Questo accesso è limitato, in particolare attraverso lo
sviluppo dei nuovi carburanti prodotti dall’agricoltura e dagli espropri dei
terreni per produrre gli “agro-caburanti”, che sono promossi dal G20.
In un periodo in cui non si parla più di agricoltura
geneticamente modificata, pare che il G20 abbia trovato l’intesa a facilitare
la ricerca sul genoma di frumento, in particolare per lo sviluppo di varietà geneticamente
modificate, che ridurrà ulteriormente l’autonomia dei contadini.
Inoltre, il G20 non offre misure serie per evitare la
speculazione sui prezzi delle materie prime agricole inducendo irregolarità,
rovinando gli agricoltori, proprio mentre intere popolazioni muoiono di fame.
Secondo queste organizzazioni internazionali il G20 è
illegittimo, anzi è proprio il G20 ad essere la causa della crisi
finanziaria, la causa della crisi alimentare, la causa delle sbagliate tendenze
ambientali e sociali.
I suoi interessi sono incompatibili con la risoluzione
di queste crisi.
Ma allora… perché ci siamo aspettati tanto che il G20
ci aiutasse ad uscire dalla crisi internazionale che stiamo subendo in questi
anni?
Fonte via campesina: http://www.viacampesina.org
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Wednesday, September 14, 2011
Contro il PORCELLUM
Referendum: la raccolta di firme è alle battute finali.
Ci vuole un ultimo sforzo!
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| Fabio Garbo contro il "porcellum" - Riparte la democrazia |
Manca davvero poco al termine della campagna che ci ha visti impegnati nella raccolta di firme per proporre i referendum che andranno a cambiare il modo di eleggere i nostri rappresentanti in parlamento.
Ce la faremo! Sì è importante essere convinti che i nostri sforzi non andranno vani, ma ci vuole un ultimo sforzo.
E' impossibile, in questo momento, fare il punto della situazione sul numero esatto delle firme raccolte, sono tante, ma dobbiamo essere sicuri di farcela e adesso è impossibile dirlo.
Passiamo al pratico, concentriamoci sulle ultime cose da fare, non adagiamoci, anzi, facciamoci sentire ancor più di prima. La nostra presenza è importantissima, organizzare banchetti di raccolta è utile ma, se fossimo impossibilitati, rechiamoci nei comuni dove troveremo i moduli da firmare.
Ditelo a tutti gli amici, sarebbe assurdo non farcela per poche firme, quindi non trascurate nulla e nessuno.
Per avere maggiori informazioni visitate il sito www.referendumelettorale.org, e se siete utenti di facebook troverete la pagina ufficiale, il gruppo dei referendari e atri gruppi di sostenitori. Potere avere contatti diretti con i promotori e comunicare tra di voi!
Con questo referendum si rompono gli equilibri che hanno permesso la gestione di potere che ha condotto l'Italia al baratro della crisi. Con questo referendum diremo BASTA ai nominati, anche se non li elimineremo del tutto, ma certamente faremo in modo che gli eletti siano coloro che vincono una competizione elettorale e non coloro che dovranno rendere conto solo alle segreterie di partito.
E' un passaggio fondamentale per la democrazia! E' un passaggio fondamentale per la credibilità con l'estero, per la serietà di un paese, per la stabilità dell'economia, per attirare investitori, per dare il via a nuovi progetti politici che possano rilanciare l'Italia.
Per capire quanto efficace sia il sistema basta guardare come funzionano le amministrazioni locali.
Il referendum gode di un grande consenso e la gente si dimostra favorevole alla nostra iniziativa. Ma nonostante questo molti non sono informati.
Per questo chiedo a tutti di farlo conoscere. Con ogni mezzo. Riprendiamoci la politica in mano!Serve ancora l’ultimo sforzo.
Ci meritiamo un'Italia migliore!
Labels: mattarellum, porcellum, referendum
Wednesday, September 07, 2011
Nuovo Dramma Italiano
Ma se l'ha capito anche Pisanu perché gli altri insistono tanto?
Notizia di oggi: Pisanu apre ad un governo di larghe intese senza Berlusconi.
Accidenti... senza Berlusconi?... capirai che dramma.
E' incredibile che la politica italiana si sia ridotta a questioni di così poca rilevanza.
Non voglio assolutamente offendere nessuno ma... ci rendiamo conto? Se Berlusconi sta o non sta al governo cosa cambierà mai?
Ma ci siamo dimenticati che esistono anche gli altri? Gente brava come lui, con una testa come lui, con idee e con proposte. Ma dov'è il problema se si cambia governo? Ma dov'è il problema se cambia il Primo Ministro?
Lo scandalo è proprio nel fatto che tutta un'area di politici si sono arroccati sulla strana idea che il governo è stato scelto dal popolo sovrano.
Niente di più sbagliato. Il popolo sovrano in Italia non esiste, la democrazia è a livelli scadenti già da parecchio e la regola che dovrebbe permettere un ricambio politico in realtà è la madre di tutte le porcate. Il governo è scelto da chi vince e, bada bene, vincono sempre gli stessi.
Cambiare tale regola significherebbe rompere gli equilibri, per questo i referendari sono tanto odiati e tanto snobbati. Andare a firmare il referendum contro la legge "porcata" non cambierà le cose ma almeno darà una spinta ad un processo che dovrà cambiarle davvero. Quindi firmiamo fiduciosi, serve. Serve davvero!
Qualcuno parla di casta, io penso che la casta siamo tutti noi!
Certo, noi che accettiamo che accada tutto questo. Noi che ci facciamo prendere in giro.
Se vogliamo uscire dalla casta dobbiamo rompere gli equilibri, ma dobbiamo farlo rispettando le regole. Senza rivoluzioni, nel pieno rispetto della nostra Costituzione.
La scelta più coraggiosa è quella di convincersi che si può ancora usare la testa.
Cercare di capire, farsi domande, parlare con la gente, esprimere le proprie idee, accettare le critiche, fare qualcosa, allontanarsi dai fannulloni, guadagnare onestamente, insegnare ciò che si è imparato, dare agli altri a gratis tempo e idee.
In poche parole dovremmo tutti essere un po' più altruisti senza però essere fessi.
In quest'ottica... ma chi se ne frega se Berlusconi resta a fare il miliardario a Montecitorio o se semplicemente resta a fare il miliardario a Villa Certosa.
Io intanto resto a fare il poveraccio a casa mia.
Imparate a leggere tra le righe
Friday, September 02, 2011
Il diritto al lavoro
[...] L'enciclica Rerum novarum, accostandosi al popolo, che abbracciava con stima e amore, penetrò nei cuori e nelle menti della classe operaia e vi infuse sentimento cristiano e dignità civile; a segno tale che la potenza dell'attivo suo influsso venne, con lo scorrere degli anni, così efficacemente esplicandosi e diffondendosi, da far diventare le sue norme quasi comune patrimonio della famiglia umana. E mentre lo Stato, nel secolo decimonono, per soverchio esaltamento di libertà, considerava come suo scopo esclusivo il tutelare la libertà con il diritto, Leone XIII lo ammonì essere insieme suo dovere l'applicarsi alla provvidenza sociale, curando il benessere del popolo intero e di tutti i suoi membri, particolarmente dei deboli e diseredati, con larga politica sociale e con creazione di un diritto del lavoro. Alla sua voce rispose un'eco potente; ed è sincero debito di giustizia riconoscere i progressi, che la sollecitudine delle autorità civili di molte nazioni hanno procurato alla condizione dei lavoratori. Onde ben fu detto che la Rerum novarum divenne la Magna Charta dell'operosità sociale cristiana. [...]
Queste parole le ho tratte dal discorso di Sua Santità Papa Pio XII in occasione del 50° anniversario dell'enciclica di Papa Leone XIII "Rerum novarum". Il discorso fu radiotrasmesso in occasione della Pentecoste del 1941.
E' bene riflettere su queste date e sui contenuti del discorso, Papa Leone XIII era certamente mosso dalla convinzione profonda che alla Chiesa compete non solo il diritto, ma ancora il dovere di pronunziare una parola autorevole sulle questioni sociali. E Papa Pio XII non perse l'occasione di ricordarlo a tutti.
Tali concetti vengono ripresi e ricordati con forza anche da Papa Giovanni XXIII nell'enciclica "Pacem in Terris" dove riesce ad offrire una meravigliosa lezione di diritto privato: [...] Agli esseri umani è inerente il diritto di libera iniziativa in campo economico e il diritto al lavoro [...] È perciò indispensabile che i poteri pubblici si adoperino perché allo sviluppo economico si adegui il progresso sociale; e quindi perché siano sviluppati, in proporzione dell’efficienza dei sistemi produttivi, i servizi essenziali, quali: la viabilità, i trasporti, le comunicazioni, l’acqua potabile, l’abitazione, l’assistenza sanitaria, l’istruzione, condizioni idonee per la vita religiosa, i mezzi ricreativi. E devono anche provvedere a che si dia vita a sistemi assicurativi in maniera che, al verificarsi di eventi negativi o di eventi che comportino maggiori responsabilità familiari, ad ogni essere umano non vengano meno i mezzi necessari ad un tenore di vita dignitoso; come pure affinché a quanti sono in grado di lavorare sia offerta una occupazione rispondente alle loro capacità; la rimunerazione del lavoro sia determinata secondo criteri di giustizia e di equità; ai lavoratori, nei complessi produttivi, sia acconsentito svolgere le proprie attività in attitudine di responsabilità; sia facilitata la istituzione dei corpi intermedi che rendono più articolata e più feconda la vita sociale; sia resa accessibile a tutti, nei modi e gradi opportuni, la partecipazione ai beni della cultura. [...]
E' bene ricordare che spesso la Chiesa Cattolica richiama i propri fedeli ad impegnarsi in questioni sociali e politiche, trovo strano ed assurdo che spesso i politici che si collocano nel centrismo democratico cristiano non abbiano il coraggio di impugnare il ruolo che a loro spetta di diritto.
Se uno è un fedele Cattolico DEVE tutelare i diritti del prossimo, DEVE occuparsi di politica, DEVE impegnarsi affinché le condizioni della gente siano dignitose, DEVE pensare al lavoro come condizione primaria per il sostentamento della famiglia, DEVE dare uno sguardo al mondo operaio, al mondo sociale, ai pensionati, agli ammalati, alle minoranze, agli esclusi, agli ALTRI.
E' bene leggere che il Cardinal Bertone ricordi chiaramente che :"[...]I diritti sociali sono parte integrante della democrazia sostanziale e l'impegno a rispettarli non puo' dipendere meramente dall'andamento delle borse e dei mercati [...]"
E visto che la nostra tanto amata Costituzione si occupa come primo punto a ricordare a tutti che l'Italia è un Paese fondato sul lavoro, verrebbe da chiedersi perché troppo spesso ci dimentichiamo delle politiche per le occupazioni.
La linea di demarcazione è sottilissima: se siamo brava gente non servono etichette. Secondo il mio punto di vista se fossimo tutti un po' più ALTRUISTI, certi discorsi non servirebbe ricordarli, ma troppo grande è la tentazione di arricchire solo se stessi, magari in nome della buona politica o dei buoni cattolici.
Ma la coperta è corta, non c'è bisogno di serbare il ladro in casa, buttiamolo fuori altrimenti avremmo freddo tutti.
C'è bisogno di ALTRUISMO, c'è bisogno che i politici siano ALTRUISTI, c'è bisogno che i sacrifici che vengono chiesti siano pensati per migliorare le condizioni della povera gente.
Sono convinto che l'Italia abbia bisogno di meno politici e di più cattolici.
Sono convinto che l'Italia abbia bisogno di meno cattolici e di più politici.
Imparate a leggere tra le righe.
Tuesday, August 09, 2011
Per la democrazia
Uno dei più importanti pincìpi assolutamente irrinunciabili per la qualità della democrazia, è il principio dell'alternanza. Su di esso si basano tutte le più antiche democrazie occidentali. In Italia non abbiamo una grossa tradizione in tal senso, purtroppo siamo stati governati dalla spregiudicatezza politica di alcuni leader abili solo a fare l'ago della bilancia. Il sistema partitocratico sembrava invincibile, a tutto questo un piccolo gruppo di persone, guidato da Mario Segni, si è fermamente opposto. Segni è l'unico che ha provato davvero a cambiare le cose. E c'era riuscito! Quello che è successo poi è stato solo il ritorno del vecchio sistema, vestito di nuovo. Oggi abbiamo la possibilità di opporci di nuovo! E dobbiamo essere più convinti di prima. Tornare al proporzionale non avrebbe senso con gli attuali schieramenti e le loro composizioni. Andare avanti, verso il principio dell'alternanza, è l'unica via d'uscita.
Labels: referendum
Tuesday, May 24, 2011
C'era una volta il mattartellum
C'era una volta....
Quante fiabe iniziano così? Richiamo fantasioso a ciò che era bello ma che ora non c'è più.
Oggi non ho proprio resistito dall'esprimere il mio disappunto dall'atteggiamento di uno dei gruppi protagonisti della politica italiana, ma che purtroppo non dimostra affatto di meritare la fiducia del popolo italiano.
La Lega Nord non è nuova a manovre roccambolesche e a retromarce clamorose, spesso accende micce che poi non riesce a spegnere, spesso firma accordi che poi vengono smentiti dai propri vertici, spesso grida a squarciagola per ottenere qualche vantaggio per il territorio dove vanta maggioranze bulgare, ma poi dimostra che gli unici vantaggi che riesce ad ottenere sono solo per se stessa e per i propri più alti capi.
Merita fiducia una compagine del genere?
Come? Anche la DC ha fatto lo stesso?
Infatti è stata aspramente condannata anche per le colpe degli altri, comunque vorrei dire che la DC non era solo quella degli ultimi anni, anzi.
Ma la cosa bizzarra è che alla Lega viene perdonato tutto, anche il fatto di avere partorito la peggior legge elettorale che si possa immaginare, definita dagli stessi autori una porcata, e che con questa sia riuscita ad ottenere cariche prestigiose e posti di responsabilità.
Responsabilità che ovviamente non merita, lo stesso Bossi oggi dice che era meglio il proporzionale e si comincia a pensare che era meglio il mattarellum.
Ma come? Il mattarellum prevede solo una piccola quota di proporzionale (25%) e con esso sono stati mantenuti gli equilibri della prima repubblica, cosa che NOI avevamo duramente combattuto.
Che la lega voglia diventare il nuovo ago della bilancia lo si era capito già da tempo, ma che questa strategia sia degna delle peggiori performace di Craxi non lo dice nessuno!
Ancora più incredibile è che la Lega nel 1993 ha sostenuto i referendum per ottenere il maggioritario, poi nel 1995 e nel 1999 non ha sostenuto quei referendum che avrebbero completato la riforma maggioritaria, anzi si accodò alla corte di Silvio mantenendo un cupo silenzio.
Quando si è trattato di mettere le mani alla legge elettorale è stato proprio il dentista della lega a firmare la legge porcata sapendo (lo ha dichiarato lui) d'aver fatto proprio una porcata.
Adesso si sono accorti che non andava bene.
Non vi pare troppo?
Questa Lega non mi piace, o torna ad essere quel grande movimento di radici federaliste, con il senso della giustizia, con la voglia di emergere per far grande l'industria e la piccola e media impresa, con il senso del dovere, o questa Lega sarà la tomba della democrazia italiana.
La cosa peggiore è che gli italiani non si accorgono del doppiogiochismo di Bossi, gli italiani traditi dalla Lega continueranno a credere nelle sue illusioni, nelle sue prese in giro.
Ma continuerà ancora per molto?
No! non continuerà così, è impossibile.
La pentola scoppierà di nuovo e la gente tornerà a fare politica con sistemi democratici di partecipazione, la via c'è ed è molto più praticabile e vicina di quanto non si possa immaginare.
Quando il popolo leghista si accorgerà che c'è qualcuno in grado di combattere per loro senza prenderli in giro allora assisteremo ad una grande dimostrazione di senso di responsabilità.
Vivere in un Italia migliore si può! Ne sono convito!
Labels: mattarellum


